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- Caro diario - n.1
Caro
diario,
perdonami se ultimamente ti ho trascurato ma sai che sono in politica
e ho tantissimi impegni, tanti che non mi bastano più le ore
della giornata e sto seriamente pensando di promuovere una legge che
almeno le raddoppi, anche se dubito che garberà ai Sindacati.
Ma la mia attività è di interesse nazionale e, come ben
sai, l'interesse del Paese è primario rispetto a quello dei singoli.
Ogni giorno ho mille appuntamenti ed interminabili telefonate m'impediscono
di rifugiarmi tra le tue amiche pagine a buttar giù i miei pensieri,
ma oggi, finalmente, sono tutto tuo. Questa mia attività assorbe
completamente la mia esistenza, ma devo ammettere che dover pensare
alla cosa pubblica mi riempie d'orgoglio dandomi la certezza che se
un domani qualcosa mancherà ai miei elettori e alla Nazione,
sarà il fatto inevitabile che anche la mia esistenza avrà
termine, lasciandoli da soli in mano a qualche inaffidabile opposizione.
Riunioni, appuntamenti e discussioni politiche, sono l'aria che respiro
e non potrei più farne a meno, e così le colazioni di
lavoro, le cene, le inaugurazioni, i dibattiti e le premiazioni varie.
Sì, amico mio, è una vita assai affaticante ma di gran
soddisfazione, sotto tutti i punti di vista, anche i più venali.
Peccato, però, che tanti impegni mi costringano a dover sempre
rimandare i tanti utili e necessari progetti che avevo garantito nella
mia campagna politica nelle elezioni che mi hanno così meritatamente
premiato. Ma si sa, il giorno ha ancora solo 24 ore ed io, sebbene instancabile,
sono solamente un essere umano e nulla più. Lo so che gli ammalati
e gli anziani non possono attendere anni e anni che funzionino la sanità
e gli ospizi, così come so che nemmeno ai giovani si può,
di punto in bianco, garantire la tenuta dei soffitti delle scuole e
tanto meno assicurare un lavoro alla fine dell'istruzione, e nemmeno
è possibile dall'oggi al domani costruire strade, ponti, posteggi,
ristrutturare chiese, teatri e giardini. Non sono una macchina. I cittadini
devono attendere, perché la politica è complicata e va
trattata dai pochi eletti come me, con giusta ponderazione ed equilibrato
buon senso. E aspettare con fiducia è il minimo che, visti i
miei sacrifici, mi dovrei attendere da un Paese civile. Non ti pare?
Tuo Onorevole Pinocchio
paolo
carbonaio |