Un giorno di ordinaria follia (elezioni politiche 2006)

Il pomeriggio dell'ultimo giorno dedicato alle votazioni mi sono divertito molto, sempre che incollarsi davanti alla televisione a seguire lo spoglio dei voti si possa considerare una emozione al pari di seguire le estrazioni del super enalotto con in mano il biglietto da controllare. Insomma, l'ho trascorso a fare zapping tra un canale televisivo e l'altro e anche in Internet a controllare i risultati, man mano che uscivano. Tra giornalisti, politici, commentatori e ospiti, lo schermo della televisione era un susseguirsi di volti ed espressioni che avrebbero ubriacato di felicità un vignettista caricaturista.
Il fatto, poi, che gli Exit Poll si siano dimostrati meno affidabili delle previsioni del tempo, scantonando di brutto, ha reso un momento destinato ad essere monotono e grigio come un pomeriggio autunnale nella brughiera inglese, in uno vivace e pieno di suspance come una esibizione teatrale composta da attori di tragedie greche e clowns del circo di Moira Orfei. Forse, sarà meglio alle prossime tornate elettorali affidare i sondaggi e le previsioni al Mago Otelma che sulla carta intestata ha scritto niente popò di meno: Primo Teurgo della Chiesa dei Viventi, Gran Maestro dell'Ordine Teurgico di Elios, Presidente Europeo dell'Ordre des Occultistes d'Europe e Nazionale dell'Ordine degli Occultisti d'Italia, del Centro Italiano di Studi Astrologici e dell'Unione Astrologico-Occultista d'Italia, Fonte di Vita e di Salvezza, Dispensatore di Verità Archetipa, Luce dei Viventi. Una garanzia rispetto a quanto garantito da un istituto di sondaggi e statistiche!
Fatto sta che, come uscivano i risultati, così nascevano sorrisi mesti ma anche sornioni, espressioni compunte da funerale di stato, sguardi cupi con gli occhi alla zuava e volti "attapirati", tanto da chiedersi se saranno sufficienti i tapiri disponibili a Striscia la Notizia. Il tutto farcito di commenti più o meno penosi, ironici o soddisfatti. Una sfilata di personaggi tutti presi a fare previsioni numeriche farcite di zeri e di virgole, dove vincitori e vinti si passavano il testimone ad ogni nuovo risultato e sembrava di accompagnare la fiaccola olimpica, tedoforo dopo tedoforo, da Olimpia fino a Torino.
Uno sballo, se non si pensasse che tutta questa gente pagata da noi, dai giornali o dalle televisioni private, trascorre le ore discutendo tra loro di aria fritta, spremendosi le meningi fino a prosciugarle, pur di riuscire a dire qualcosa di clamoroso per giustificare la loro presenza e la nostra attenzione.
Insomma, un pomeriggio e una notte di speranze e delusioni da cui ancora oggi non si riesce a tirare delle somme che siano delle somme e non solo "si ma", "si però", "forse" e "sembrerebbe". E nemmeno percentuali che escano dai limiti dello zero e un pelino in più o dello zero e un pelino in meno.
Una cosa tuttavia è certa: come sempre hanno vinto tutti a prescindere dal numero dei voti presi e dal diritto o no di governare legittimamente.
Intanto abbiamo scoperto che il Paese è diviso a metà, cosa che non dovrebbe meravigliare nessuno, capita che la gente la pensi differentemente, abbia simpatie difformi, desideri e aspirazioni diverse. E' nella natura dell'Uomo. Ciò che sembra disturbare i più nel mondo politico è che siano due metà quasi esatte e non un terzo e due terzi, oppure un venti ed un ottanta percento. D'altronde, mi è già parso di sentire in un intervento durante la campagna politica che l'Italia è divisa in due. Divisa tra ricchi e poveri, meridionali e settentrionali, lavoratori e disoccupati, giovani ed anziani e, perché No? uomini e donne (salvo varianti su tema), cani e gatti, galli e galline, e così via. Non saranno divisioni perfette al cinquanta e cinquanta, ma anche il caso vuole la sua parte. Dopo tutto, la perfezione non è di questa Terra.
Alla prossima tornata elettorale, allo spoglio dei voti, naturalmente dopo che avrò fatto il mio dovere di elettore, penso che se non avrò altro da fare di più emozionante come passare il pomeriggio al Club di Playboy a Hollywood, mi schiaccerò un pisolino sul divano, magari addormentandomi leggendo un buon libro e con un sottofondo di bella musica. Una tirata così faticosa, per quanto divertente, non la voglio fare mai più, tanto il giorno dopo saprò tutto e forse capirò meglio cosa mi aspetta come cittadino per gli anni a venire col nuovo governo. Scoprirò, spero definitivamente, chi ha vinto e chi No e forse scoprirò anche che tra i seggi in parlamento, oltre a personaggi a dir poco strani e improbabili che ben poco hanno di "onorevole", ci sarà anche qualche marziano giunto fino a noi incuriosito dei nostri Exit Poll, e che vorrebbe studiare per poi divulgare nella Galassia. Così, nell'Universo si potrà finalmente svelare il grande quesito: c'è un Dio di tutti? Sarà più di quanto sappiamo finora in Italia e, cioè, che sulla Terra ne abbiamo due, entrambi decisi a fare il Presidente del Consiglio.

paolo carbonaio




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