65 - Ancora tasse, Filippo!

Che hai Filippo? Hai un muso lungo che fa paura, un condannato al patibolo che sale i fatali tredici scalini. Sei preoccupato di quello che leggi sui giornali e senti alla televisione, vero? Non ti preoccupare troppo, amico mio, rilassati, tu sei ancora giovane ma io che di anni ne ho tanti più di te, a questi allarmismi ci sono abituato ormai. Capita così ogni volta che s'insedia un nuovo Governo che prima di tutto mette le mani avanti, per chiarirci che i debiti della Nazione non sono stati fatti da lui ma da chi ha governato prima di lui. Dopo di che, le mani te le infila nelle tasche, con aria triste e sconsolata naturalmente, spiegandoti che non ci sono alternative, purtroppo, ed è con profondo dolore che deve farlo, ma è costretto dalla situazione insostenibile e quindi, o paghi più di tasse oppure questo Paese finirà nel fallimento più completo, precipitando nel baratro della miseria più nera, peggio dei Paesi più poveri e arretrati del Terzo Mondo. Vuoi che succeda tutto questo? Vuoi così male alla tua Patria? E' una questione di coscienza, dopotutto, da cittadino onesto che riconosce che lo Stato non può mantenersi senza di te e darti servizi adeguati e nemmeno puoi credere che mantenga te ed i tuoi vizi spendaccioni.
Un ragionamento che non fa una grinza, ti pare Filippo? Inoltre che colpa ne ha questo nuovo Governo se negli anni passati ti sei lasciato abbindolare, e magari la hai anche votata, da gente che di finanza ne capisce quanto un turco alla predica e non ha saputo amministrare bene il Paese. Senza considerare la crisi mondiale e la crisi europea che, come sanno tutti, anche i più sciocchi, influisce negativamente sulla nostra economia.
Il petrolio che va alle stelle, le guerre che si è costretti a fare e poi le ricostruzioni, il terrorismo che è diventato il nemico universale della Democrazia, i Cinesi che c'invadono con i loro prodotti spesso cacao ma che costano poco, la politica estera finora gestita da dissennati, il lavoro nero che qui da noi imperversa, l'immigrazione senza controllo, i nostri tanti furbetti che non pagano le tasse e si godono beatamente i soldini che così hanno risparmiato e, poi, le pensioni sempre più numerose, visto l'incosciente incremento dei pensionati che si intestardiscono a sopravvivere, la sanità con tutti i suoi infiniti sprechi e i tanti assistiti che pretendono le cure, il costo stratosferico dell'energia che tu sprechi senza ritegno e infinite altre voci, compresi i costi dell'amministrazione pubblica che, però, per quanto si possa risparmiare, sono difficili da diminuire, lo capirebbero anche i sassi. Meglio che sia tu a sprecare di meno, ti pare?
Quindi, preparati a qualche salasso, è cosa naturale che avvenga, una consuetudine a cui siamo abituati da sempre, di sicuro capitava già nell'antica Roma. Tasse, balzelli, trattenute e tributi e, come da noi "le" una tantum, ci sono da sempre come in ogni altra parte del mondo dove c'è uno Stato e quindi un Governo di qualsiasi tipo esso sia.
Ma tranquillizzati, non appena il debito pubblico diminuirà, non appena saranno sanati i conti dello Stato, l'economia riprenderà immediatamente con generale giovamento, magari, considerando la gravità del deficit e le tante spese necessarie per diminuirlo se non azzerarlo, ne godranno i tuoi pronipoti. Ma questo non te lo dirà nessuno, amico mio. Tu intanto qualche sacrificio lo devi pur fare. No?
Nel frattempo ti raccomandano di pagare sempre le tasse, comprese quelle nuove che stanno studiando di applicarti e gli aumenti su quelle già in essere. Poi, cerca di risparmiare un po' che non sei nel paese del bengodi. L'energia costa, soprattutto se bisogna comprarla da quelli più furbi di noi che, previdenti, se la sanno creare da soli, oppure l'hanno nel sottosuolo. Non puoi pretendere di consumarla sconsideratamente solo perché sei freddoloso e ti vuoi scaldare la casa, fare la doccia ogni santo giorno, leggere fino a tardi o fare zapping alla televisione per tutta la notte in cerca di qualche gattina osé. Non puoi nemmeno pretendere di curarti gli acciacchi tutto a spese dello Stato che non è la tua mamma e nemmeno puoi pretendere di girare in automobile solo perché non ti va di farti scompigliare il pelo in qualche autobus super affollato. Pensa anche all'inquinamento che produci che a sua volta crea malattie e quindi aggrava le spese sanitarie, per non parlare dei danni che provochi ai monumenti e conseguentemente al turismo.
Se non ci fossi tu che sprechi, ma anche se non ci fossero stati quei politici che così inconsciamente hanno governato nella Legislatura precedente, tutto questo non servirebbe e nessuno verrebbe a vuotarti le tasche. Senza considerare che per farlo, per organizzare bene lo Stato che così possa meglio gestire la tua economia e la tua vita, serve gente preparata, affidabile con le medesime idee politiche della maggioranza che governa. Tanta gente, perché infinite sono le mansioni e le cose da fare e non puoi pretendere che se le facciano a casa loro, magari a spese loro. Bisogna organizzarli, dare loro uno stipendio più che adeguato, senza risicare, ambienti comodi e ben attrezzati, collaboratori per portare le borse e prendere note dei loro impegni, auto con autisti per spostarli e in certi casi anche una scorta per farli stare tranquilli ed evitare disgrazie. Li devi gratificare con agevolazioni e sconti, affinché possano occupare la loro mente solo per il bene comune e dello Stato in particolare, senza essere svigoriti da tutte quelle seccature e continue spese di rappresentanza che invece a noi fanno solo piacere, visto che spendere è nel nostro DNA e ci piace.
Hai capito Filippo? Quando si vive da cicale, non ci si può seccare se una formica ti viene a chiedere soldi che alla fine servono solamente per il tuo bene. Non puoi pretendere di stare a sbafo nel formicaio come se fosso un tuo sacrosanto diritto. In fondo è giusto, non ti puoi lamentare. Però puoi pretendere che il formicaio funzioni a dovere, che gli sprechi, non solo i tuoi, siano evitati, che privilegi, corruzione, connivenze, abusi e affari loschi non ci siano, che certi comparti dello stato come la Giustizia, procedano sempre e comunque verso tutti e in tempi meno biblici, che la Sanità come le pensioni siano diritti reali e non terre di baronia o pozzi senza fondo o lotterie per privilegiati che hanno già il biglietto vincente in tasca, che coloro che lavorano per lo stato lo facciano effettivamente e non credano di aver trovato loro il paese del bengodi e, tanto meno, per certuni che rivestono una divisa, che questa rappresenti il dovere e non il potere, come sarebbe giusto.
Sei ancora preoccupato, pensi forse che dovremo risparmiare sulle tue crocchette e la sera niente televisione? Rilassati, sei il solo a temere tempi bui, sacrifici e ristrettezze, il resto del Paese ha capito che gli allarmismi funzionano durante le campagne elettorali per scalzare chi intende tenersi il potere e servono a giustificare certi scioperi fatti più per dimostrare in piazza che il governo è comunque ladro, che per ottenere benefici. Tanto, la domenica o durante le ferie, tutti si accalcano sulle autostrade, negli aeroporti, sulle navi e sui treni, per il sacrosanto divertimento comandato, per quel relax che ritempri spirito e corpo e faccia dimenticare almeno per un po' la crisi mondiale, i cinesi, e i nostri governanti che con una mano ti indicano le meraviglie fatte e quelle che faranno, mentre con l'altra ti sfilano ancora soldi dal borsellino.

paolo carbonaio



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