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- La Banda dei Puri
La
banda dei puri non va mai in ferie, nemmeno col caldo di ferragosto
ed imperversa armata di chiacchiere e sentenze inappellabili. Gira tranquilla
col suo piccolo tribunale piegabile in tasca, come i sacerdoti in guerra
si portano nello zaino l'occorrente per celebrare la messa nelle trincee.
Dotati di moralità divina, auto certificata, questi puri ed onesti
si acculturano con le pagine dei giornali, si appagano di pettegolezzi
e di allusioni, gli scoop sono la loro ambrosia e in un paio di colonne
di illazioni trovano la conferma di quei giudizi e di quelle perplessità
che, loro, avevano già ben prima che il sospetto o, addirittura,
il marcio venissero a galla: "era ovvio
" - "l'avevo
già capito da tempo" - "bastava guardarlo per
intuire che
" - "non poteva che essere disonesto"
- "nessuno si salva" - "sono ambienti corrotti"
- "troppi soldi e troppo facili" - "quando
si occupano certi posti
" - "il potere corrompe
tutti", sono le frasi che farciscono i loro commenti, giornale
spalancato tra le mani e tazzina del cappuccino sul banco del bar.
Non provano mai sbalordimento, meraviglia o incredulità, perché,
loro, avevano già capito che c'era del "marcio in
Danimarca".
Mediocri buffi bipedi, saccenti e pieni di rancore mescolati alla loro
dignità offesa dalle bruttezze del mondo in cui, sempre loro,
restano uno dei pochissimi fulgidi esempi d'indiscutibile onestà.
Non hanno dubbi, ma solo certezze, l'ironia non fa parte del loro mondo
se non è amara e non si chiedono certamente - come faceva quel
bravissimo e simpatico cabarettista di Franco Nebbia - "se Ferdinando
è un gerundio".
Per loro gli indagati e i presunti delinquenti sono cattivi e
basta e se sono cattivi, sono anche immorali e chi li conosce o li frequenta
non può che essere della medesima razza criminale.
Fanno di tutta l'erba un fascio e si scordano delle loro piccole venalità
come le telefonate personali scroccate sul lavoro, le malattie di comodo,
le note spese gonfiate, i lavoretti in nero e i posacenere arraffati
negli alberghi durante le meritate e sacrosante vacanze. Non ricordano
nemmeno le telefonate o i regalini fatti a quel "qualcuno"
importante per sistemare al lavoro la figlia o il genero.
Ma cosa hanno a che vedere queste sciocchezze? - sbotterebbero nel
sentirsele ricordare - lo fanno tutti e sarebbe da cretini rinunciare,
il mondo è dei furbi e, infine, non sono che quattro lire, mentre
qui si parla di miliardi, altroché!
paolo
carbonaio |