76 - Quando tutto è lecito

Quando capitano fatti come quelli di Catania rispunta il buon senso di tutti e con esso quelli che pontificano, analizzano, giudicano, tutti a tirar fuori del cilindro soluzioni uniche, frasi d'effetto, accuse e giustificazioni come il disagio sociale, l'assenza della morale e dei sani principi. Sono gli esperti, i tecnici, i politici e i commentatori di professione, tutti navigati habitué degli studi televisivi, radiofonici e della carta stampata. Vengono a spiegarci le cose come se fossimo tanti bambini sciocchi che per la prima volta assistono a qualcosa di rischioso per la nostra comprensione ancora immatura.
La morte, la violenza cieca, la voglia di distruggere tutto, lo scherno e l'odio degli assassini e di coloro che li accettano e li accolgono tra loro, li vediamo ogni giorno nelle strade, nelle scuole e nelle famiglie. Li abbiamo visti a Genova per il G8, a Milano in Corso Buenos Aires, li predicano gli iman di alcune moschee, i no-global che sono arrivati anche in parlamento e chi, processato, condannato ma impunito, dopo anni di latitanza se ne torna beatamente a casa.
Siamo testimoni ormai sazi di tutto questo. Guardiamo, c'indigniamo, ne discutiamo, ascoltiamo "gli esperti", qualcuno prega, altri bestemmiano e poi, a distanza di pochi giorni, siamo a rifare tutto di nuovo per qualche altro fatto che scoppia sotto i nostri occhi.
La Civiltà del nostro Paese, di cui credevamo di poter andare fieri, segna il passo in un Tempo che si è fermato e se non se ne prende atto reagendo, comincerà ad andare a ritroso, fino a trasformare le nostre strade e la nostra vita in quei teatri di violenza cieca con le folle integraliste intrise d'odio e di precetti pseudo-religiosi, come in certi Paesi del Medio Oriente.
Accettiamo, indignati ma impotenti, Leggi che non si rispettano per "comodo vivere" e pene comminate per colpe commesse che hanno la consistenza del cream-caramel, che coloro che dovrebbero farle rispettare abbiano stipendi irrisori, lo spreco di uno Stato che vive di fatuità, grandi propositi e grandi inchieste, mentre fa orecchie di mercante alle necessità di chi lo serve anche a costo della vita ed è presente solo nelle solennità dei loro funerali.
Ma cosa posiamo pretendere da questa nostra "civiltà", quando si è ammazzati per una mancata precedenza, per avere un cane che abbaia, per dei vicini che non tollerano il rumore, per un padre che in nome di aberranti regole medioevali assassina la figlia perché desidera decidere della sua vita. Quale educazione si può dare alla gioventù per evitare che lo stupro in classe, oltre a commetterlo, lo filmi anche col telefonino e se ne faccia beffe e divertimento on line, se noi stessi sopportiamo tutto il resto, compresa la violenza verso le donne, la discriminazione verso i più deboli e la diversità che, ben che vada, ci disturba solamente.
Dov'è finita la vecchia educazione civica che s'insegnava una volta? Sarebbe dovuta essere questa la materia più importante, questa e una Storia libera da condizionamenti ideologici e politici, che faccia ragionare. Sarebbe meglio per tutti conoscere le norme del giusto vivere, della tolleranza e del rispetto, accettando quelle regole che permettono la convivenza civile e la libertà di ognuno, non per paura di essere puniti, ma perché si vive meglio.
Per fortuna la maggioranza, giovani compresi, queste cose le sa e le ha capite, però sarà una tragedia completa se la teppaglia riuscirà a prevalere, se questi deficienti che urlano slogan che inneggiano all'odio e distruggono tutto, diventeranno padroni delle nostre città e della nostra vita.
Qui non c'entra il tifo sportivo e nemmeno lo scontro politico, non è solo disagio sociale o mancanza di principi morali, ma la convinzione sempre più diffusa che tutto è lecito e regna l'impunità, che le Leggi sono carta straccia e le Forze dell'Ordine l'espressione coercitiva del Potere Padrone e che maggiore sarà la rivolta e la protesta, maggiore sarà la libertà.
La colpa, in ogni caso, non si può addebitare solamente all'istruzione e alla famiglia, ma a quella politica che per ottenere il potere accetta tutto e non guarda in faccia chi vota e chi la sostiene, salvo lavarsene le mani quando scoppia la violenza. E' questa politica che si alimenta e si sostiene con gli estremismi sia di destra sia di sinistra, che approfitta della stupidità altrui, che si fa garantista ad oltranza per propria convenienza, che andrebbe cambiata e questo è possibile farlo emarginandola col voto, assieme ai suoi scomodi sostenitori.

paolo carbonaio



MENU DEL SITO


Questo sito con gli scritti e le immagini che lo compongono
è pubblicato sotto una Licenza Creative Commons
Creative Commons License

MENU DEL SITO


Questo sito con gli scritti e le immagini che lo compongono è pubblicato sotto una Licenza Creative Commons
Creative Commons License