Caro
diario,
sono di nuovo qui con te perché sento la necessità di
dare sfogo alle mie tristezze e alle mie preoccupazioni.
Tu lo sai, amico mio fedele e silenzioso, con quanta passione io vivo
la mia esistenza di politico, come sento dentro di me quel Fuoco Divino
di chi sa di essere una Luce, un Profeta della cosa pubblica. Sai anche
che mai potrei considerare questa mia missione un lavoro perché,
come scrisse Oscar Wilde, "il lavoro è il rifugio di coloro
che non hanno nulla da fare", mentre io so bene quale è
il mio Destino: sedere tra gli alti scanni del potere e operare per
il bene degli altri, troppo presi ad occupare il loro tempo lavorando
con la scusa di procacciarsi il pane quotidiano.
Ma oggi, nonostante il fervore e la passione, la determinazione e la
fede nel mio Partito, sono pieno di amarezza: il Governo è caduto
e per ore mi sono sentito in bilico sul baratro, col rischio di veder
precipitare la mia vita tra i banchi di una prossima opposizione.
Ho visto passarmi davanti agli occhi, col rischio di diventare un ricordo,
la mia passata esistenza, i giorni gloriosi trascorsi al Governo ad
intrecciare interessi e norme, proposte e discorsi, mentre attorno a
me si alternavano ossequiosi i personaggi dell'economia e della comunicazione,
quelli che si atteggiano a difensori degli umili, dei poveri e della
natura - null'altro che integralisti. Un grande spettacolo, in cui io
ero il Faro che indicava la giusta rotta da seguire, quello che, con
determinazione e altrettanta diplomatica fermezza, doveva far quadrare
gli interessi di quelli che mi avevano sostenuto e che venivano a presentare
il conto.
Ebbene, caro diario, tutto ciò rischia di scomparire per colpa
di pochi, pochissimi personaggi che avvolti nei panni di un'illusa coerenza
politica, di principi degni d'essere difesi anche col sangue dei propri
compagni, hanno votato contro di me, o peggio ancora, si sono defilati
tradendo i tanti altri che nell'ambiguità delle scelte avevano
trovato quel sicuro rifugio dai pericoli e dalle fatiche della vita
di cittadini comuni. Per non parlare di un'opposizione che non ha voluto
comprendere quanto siano importanti le mie scelte e quelle dei miei
colleghi Ministri per il Paese. Un'opposizione che non ha compreso il
nostro essenziale diritto a dirigere il Paese in una democratica alternanza.
Un egoismo che mi è inconcepibile e mi fa soffrire.
Tuo
Onorevole Pinocchio
paolo
carbonaio |