77 - Caro diario - n.2

Caro diario,

sono di nuovo qui con te perché sento la necessità di dare sfogo alle mie tristezze e alle mie preoccupazioni.
Tu lo sai, amico mio fedele e silenzioso, con quanta passione io vivo la mia esistenza di politico, come sento dentro di me quel Fuoco Divino di chi sa di essere una Luce, un Profeta della cosa pubblica. Sai anche che mai potrei considerare questa mia missione un lavoro perché, come scrisse Oscar Wilde, "il lavoro è il rifugio di coloro che non hanno nulla da fare", mentre io so bene quale è il mio Destino: sedere tra gli alti scanni del potere e operare per il bene degli altri, troppo presi ad occupare il loro tempo lavorando con la scusa di procacciarsi il pane quotidiano.
Ma oggi, nonostante il fervore e la passione, la determinazione e la fede nel mio Partito, sono pieno di amarezza: il Governo è caduto e per ore mi sono sentito in bilico sul baratro, col rischio di veder precipitare la mia vita tra i banchi di una prossima opposizione.
Ho visto passarmi davanti agli occhi, col rischio di diventare un ricordo, la mia passata esistenza, i giorni gloriosi trascorsi al Governo ad intrecciare interessi e norme, proposte e discorsi, mentre attorno a me si alternavano ossequiosi i personaggi dell'economia e della comunicazione, quelli che si atteggiano a difensori degli umili, dei poveri e della natura - null'altro che integralisti. Un grande spettacolo, in cui io ero il Faro che indicava la giusta rotta da seguire, quello che, con determinazione e altrettanta diplomatica fermezza, doveva far quadrare gli interessi di quelli che mi avevano sostenuto e che venivano a presentare il conto.
Ebbene, caro diario, tutto ciò rischia di scomparire per colpa di pochi, pochissimi personaggi che avvolti nei panni di un'illusa coerenza politica, di principi degni d'essere difesi anche col sangue dei propri compagni, hanno votato contro di me, o peggio ancora, si sono defilati tradendo i tanti altri che nell'ambiguità delle scelte avevano trovato quel sicuro rifugio dai pericoli e dalle fatiche della vita di cittadini comuni. Per non parlare di un'opposizione che non ha voluto comprendere quanto siano importanti le mie scelte e quelle dei miei colleghi Ministri per il Paese. Un'opposizione che non ha compreso il nostro essenziale diritto a dirigere il Paese in una democratica alternanza. Un egoismo che mi è inconcepibile e mi fa soffrire.

Tuo Onorevole Pinocchio

paolo carbonaio



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