Considerata
la chiesa barocca dei Gesuiti, fu eretta tra il 1627 e il 1682 sul progetto
del gesuita Giacomo Briani, ma è attribuita anche al gesuita Andrea
Pozzo che ne ha curato uno dei restauri e ampliamenti. Fu completata nell’Ottocento
e più volte rimaneggiata. La grande devozione popolare è
dovuta all'immagine della Madonna della Salute che vi è conservata.
Ogni anno, il 21 novembre, qui convengono i Triestini, per rinnovare la
devozione alla sacra immagine: e questo si ripete dal 1849, ossia da quando
- in occasione del colera - si rivolsero in preghiera alla Madonna, per
ottenere il suo aiuto. La pianta è a croce latina e presenta tre
navate. Di gran pregio sono gli affreschi della cupola, la decorazione
dell'abside, opera di Sebastiano Santi, e lo stupendo altare maggiore
del Seicento, in marmi policromi. Altre opere notevoli sono una scultura
del Bearzi, alcune tempere del Bison e la tela della Madonna della Salute,
dipinta dal Sassoferrato, nonché la Pala con l'apparizione di Cristo
a Sant'Ignazio morente, della scuola del Guercino. |