La prima
notizia dell'esistenza del castello risale al 1253 d. C., quando
il conte-vescovo Volrico di Trieste, esaurita ogni risorsa economica
a causa delle guerre tra Guelfi e Ghibellini, cedette al Comune
di Trieste il proprio palazzo, turrito e munito di alte finestre
e di cui non rimane nessuna traccia archeologica, con vari diritti
e possedimenti, per 800 marchi. Nel 1470 il sacro romano imperatore
Federico III diede al castello l'aspetto attuale. I Veneziani
lo ampliarono aggiungendo il bastione rotondo. All'epoca della
costruzione serviva a difendere la città, ma nel 1600 fu
utilizzato solamente come prigione. Le mura, massicce e turrite,
hanno la forma di un ennagono irregolare. Sul castello non c’erano
finestre, ma feritoie chiuse da spranghe di ferro. Il castello
ha come accesso un ponte levatoio.
Dai resti presenti sul colle e da quanto raccolto e conservato,
si presume che sul colle di San Giusto si trovasse un tempio e
probabilmente una postazione militare, vista la posizione predominante
sul mare e sulla zona abitata sottostante. La presenza di un tempio
è suggerita dal propileo, mentre la postazione militare
è un'ipotesi, non esistendo alcuna testimonianza. Trieste
(Tergeste) fu colonizzata alla metà del I secolo a.C. in
epoca cesariana. Il suo sviluppo avvenne in epoca imperiale, diventando
uno dei porti più importanti dell'alto Adriatico sulla
via Popilia-Annia. Il nucleo abitativo nel 33 a.C. venne cinto
da alte mura (la porta meridionale era l'Arco di Riccardo) da
Ottaviano Augusto (murum turresque fecit) e venne arricchito da
importanti costruzioni quali il Foro ed il Teatro.
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