IL NANO

Il nano entrò nella stanza,
e si tolse i pesanti stivali
gettandoli a terra.

Erano sporchi di fango
come le mie mani.

Il nano si avvicinò
e senza una parola
mi baciò i capelli.

Mi sentivo tranquillo.

Era andato a controllare
la fossa dove l'avevo sepolta,
e ne era rimasto soddisfatto.

paolo carbonaio



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