Più di trenta anni fa, viaggiando in Polonia, sono andato a visitare il Lager nazista di Auschwitz (Oswiecim).
Sapevo della Shoah e di quanto era successo durante il Secondo Conflitto Mondiale. Come tanti, avevo letto e visto fotografie o filmati sull'Olocausto, oltre ad aver già avuto l'occasione di vedere le immagini dei Campi di Concentramento raccolte in un libretto intitolato "Pensaci, uomo!" Me lo aveva regalato mio padre quand'ero un ragazzino, per spiegarmi quegli avvenimenti tremendi.
Sapevo, ma era qualcosa che per quanto orribile, consideravo come un fatto storico, accaduto pochi anni prima che nascessi, una tragedia del passato come tantissime altre, avvenute dalla comparsa dell'Umanità sulla Terra.
Solamente di fronte al cancello di Auschwitz, ormai uomo e nei panni del turista con la macchina fotografica a tracolla, ho capito che quello che andavo a visitare non era un museo e molto di più di un monumento, era un Momento nella Storia dell'Uomo.
Mi trovavo faccia a faccia con il lato più abietto dell'umanità e con quello più doloroso.
Ho trascorso molte ore girando per il Lager e mai, nemmeno per un attimo, mi sono sentito turista e la macchina fotografica era solo un peso inutile che mi vergognavo di avere.
Quelle immagini le ho fotografate col cuore, mi sono rimaste per sempre dentro e le porterò con me finché vivrò.
Le rivedo quando leggo certe notizie, quando vedo l'intolleranza e il razzismo, quelli di oggi che sono gli stessi da sempre e hanno creato tutti i campi di concentramento e di sterminio, tutte le divisioni tra gli uomini, infinite ingiustizie e dolore.
Tutti, e i giovani in particolare, dovrebbero visitare Auschwitz, respirarne l'atmosfera, comprenderla con gli occhi dell'anima e custodirne il ricordo nel cuore come antidoto contro l'odio.


paolo carbonaio

Il padiglione che commemora gli italiani internati nel campo di Auschwitz porta inciso sull'ingresso questo “memento” di Primo Levi




«Visitatore, da qualunque paese tu venga, non sei un estraneo. Perché il tuo viaggio non sia stato inutile, perché non sia stata inutile la nostra morte per te e per i tuoi figli le ceneri di Oswiecim valgono di ammonimento; fa' che il frutto orrendo dell'odio di cui hai visto qui le tracce non dia nuovo seme né domani né mai».

Primo Levi


Il libro "Pensaci, uomo!", che conservo ancora anche a
ricordo di mio padre, è stato creato a cura di
Piero Caleffi e Albe Steiner e pubblicato dalla Feltrinelli Editore

MENU DEL SITO

 
 

Questo sito con gli scritti e le immagini che lo compongono
è pubblicato sotto una Licenza Creative Commons
Creative Commons License